giovedì 3 agosto 2017

CineRecensione#10: Heirs


Anno: 2013
Episodi: 20
Categoria: KDrama

La storia segue un gruppo di studenti privilegiati e la loro vita quotidiana mirata ad eccellere per ereditare gli imperi economici delle loro famiglie. Ragazzi che sembrano avere tutto sotto controllo, tranne le loro relazioni sentimentali. Tra esili forzati, complotti, lotte di potere, Kim Tan e Cha Eun-sung si incontrano. Lui erede dell'Empire Group, lei figlia di una governante muta. Un amore proibito, complicato dall'arrivo di una fidanzata prestabilita, Rachel Yoo, e dalla presenza ingombrante del suo fratellastro, il bullo, Choi Young-do, improvvisamente innamorato di Eun-sung. Chi ha detto che essere dei ricchi e affascinanti liceali sia facile?
( Trama presa dal sito Anime Click)



Ciao a tutti:) Dopo la megarecensione di lunedì, ho pensato che un drama potesse distendere un po' gli animi (:P). Dopo Chicago Typewriter, torno con una storia scolastica (libri, serie tv... le ambientazioni scolastiche sono da sempre il mio guilty pleasure, non c'è trash da cui mi tenga lontana pur di tornare fra i banchi) e, soprattutto, torno con Lee Min Ho, mio primo amore coreano ( Boys over flowers vi dice niente?xD)*-*
Ad affiancarlo, due coprotagonisti di cui ho sempre sentito tanto parlare, ovvero la famosissima Park Shin Hye e l'altrettanto noto Kim Woo Bin. Ero davvero curiosa di vederli tutti insieme in un drama e a fermarmi in precedenza era stata solo la paura di ritrovare una storia un po' troppo simile a quella di Boys over flowers. Dopo essere stata però rassicurata, mi ci sono buttata subito e ho fatto bene, perchè mi è piaciuto un sacco.
Come potete vedere, la trama è piuttosto canonica e si, nelle premesse può ricordare Boys over flowers. In effetti, però, molti sono veri e propri clichè tipici dei drama (ragazza povera/ragazzo ricco, scontri in famiglia, eccetera), e soprattutto la storia ha modo di svilupparsi in maniera autonoma pur con premesse simili e soprattutto di portare all'attenzione dello spettatore dei personaggi molto diversi da quelli dell'altro drama.
Ho amato i personaggi, in particolare i coprotagonisti maschili, Kim Tan (Lee Min Ho) e Choi Young Do (Kim Woo Bin). Entrambi sono molto complessi, a mio parere, e il loro passato condiviso, fatto di amicizia e tradimenti, emerge lentamente, dando un nuovo significato a un odio reciproco che non era ancora stato spiegato.
Tan è ricco, bello e popolare, ma all'inizio del drama lo ritroviamo in America, dove studia da 3 anni. Potrebbe essere un sogno, solo che per lui è una punizione: è stato esiliato là per una colpa imperdonabile e inevitabile, ovvero il fatto di essere un figlio bastardo in una famiglia molto nota e molto potente. Questo è il segreto della famiglia Kim, dove ogni suo membro sembra costantemente in lotta con l'altro: il patriarca, anziano e malato, ha avuto un figlio (Won) dalla prima moglie ormai morta; dal secondo matrimonio non sono nati figli, ma un figlio è nato dalla sua relazione con l'amante, la madre di Tan. La situazione in casa è tesa a dir poco: la madre di Tan (non ne ricordo il nome, sorryxD) vive da anni praticamente da reclusa, anche se nel lusso. Non può quasi uscire di casa e la sua esistenza e posizione è tenuta segreta a tutti: non solo non può reclamare il suo diritto ad essere la madre di Tan ma deve inoltre sottostare ai maltrattamenti della legittima moglie del marito, che non vive con loro ma è conosciuta come la madre di Tan: è una donna potente, ambiziosa e rancorosa. In questo idilliaco quadretto familiare si inseriscono i due figli: Won è il figlio maggiore, quello che desidera solo subentrare nell'azienda di famiglia. È freddo e controllato e, soprattutto, pieno di rancore nei confronti di Tan, riconosciuto come legittimo dal padre e destinato da lui a ricoprire un ruolo di pari importanza a quello del fratello nell'azienda. Per questo Tan, che a dispetto di tutto ama molto Won, viene mandato in America e lì rimane per anni, sperando così di guadagnarsi l'approvazione del fratello. Tan non è interessato all'azienda, ma la sua sola esistenza è un pericolo per la posizione di Won.
Lee Min Ho*-*
Tan all'inizio lo conosciamo come un ragazzo tormentato. Nonostante abbia tutto e all'apparenza sembri arrogante e sicuro di sè, sulle sue spalle grava una tristezza infinita. Per amore del fratello rinuncia a tutto ma ancora non basta. L'incontro con Eun Sang (Park Shin Hye) cambierà tutto. Per lei deciderà di tornare in Corea e non solo: per lei sfiderà la sua famiglia. 
Il personaggio di Tan mi è piaciuto molto. Quando ritorna a casa è una persona molto diversa da quella che è partita e non desidera ritornare al passato. Eun Sang rappresenta una speranza per un futuro mai sognato, un obiettivo per un ragazzo che da anni si limitava a sopravvivere giorno per giorno. Soprattutto, Tan nasconde una vena di determinazione e spietatezza che emergono nel suo scontro con i familiari. Stanco della situazione (non solo del sistematico rifiuto del fratello ma anche della reclusione a cui è condannata sua madre da anni), si oppone a un destino prestabilito, perde tutto e lo riguadagna, in un gioco di forza con il padre, un uomo che avrei preso volentieri a mattonate sui denti (peggio della madre di Goo Joon Pyo, e ho detto TUTTO).
Soprattutto, mi è piaciuto molto il suo legame con Young Do. Un tempo amici, poco prima della sua partenza per l'America è successo qualcosa che ha incrinato irreparabilmente i loro rapporti. Nel ritrovarsi, i vecchi rancori tornano violentemente a galla, esacerbati dal fatto che entrambi si innamorano della stessa ragazza.
Kim Woo Bin
Young Do è un altro personaggio incredibilmente affascinante. Instabile, pericoloso, sembra una tigre in gabbia pronta ad azzannare. Perfino nei suoi rapporti con Eun Sang rimarrà sempre un provocatore, che attacca e nasconde le ferite dietro l'aggressività. Nonostante ciò, il suo personaggio è forse quello che subisce un cambiamento più netto in tutta la narrazione, e questo soprattutto grazie all'influenza di Eun Sang, che lo colpisce fin da subito ma che diventa anche un mezzo per fare del male a Tan. 
Anche lui figlio di un uomo ricco e potente, erede di una grande fortuna, come tutti questi ragazzi ricchi e infelici nasconde un passato doloroso di cui porta le cicatrici e ha un rapporto col padre segnato da una tensione costante e un rancore a malapena contenuto. Ma se Tan reagisce con forza, Young Do reagisce con violenza - due reazioni molto diverse e che porteranno a esiti totalmente opposti.
Nel corso del drama, il rapporto fra i due vecchi amici subirà nuove trasformazioni e il cuore del loro rapporto - un certo avvenimento che li ha portati alla rottura - troverà un suo scioglimento.
Ma adesso veniamo al punto dolente: la protagonista, Eun Sang.
Park Shin Hye
Tralasciamo la recitazione, sulla quale non ho nulla da dire - l'attrice mi è piaciuta. È proprio il personaggio di Eun Sang che, spesso e volentieri, mi ha irritata, a volte non l'ho proprio capita.
La critica più dura che le faccio è quella di lasciarsi molto sballottare dai due personaggi maschili. Sebbene abbia fin dagli inizi le idee ben chiare nei suoi rapporti coi due, nonostante ciò spesso e volentieri non riesce a imporsi con nessuno dei due. Non che questo atteggiamento di imposizione sia fatto con effettiva cattiveria. Il fatto è che ci troviamo davanti a due ragazzi con caratteri molto forti, che tendono a prevaricare. Per fronteggiare due tipi simili ci voleva una protagonista con un carattere più energico (Jan Di, dove sei??), meno incline a farsi mettere i piedi in testa. Eun Sang mi è sembrata molto arrendersi passivamente alle decisioni di altri e questo suo atteggiamento mi ha molto infastidita. 
Un altro appunto. Nel momento in cui Tan si innamora di Eun Sang, purtroppo la ragazza va incontro a una valanga di guai. Questo è un classico dei drama di un certo tipo: la poveraccia non deve permettersi di alzare troppo la cresta o la vendetta dei genitori di lui sarà tremenda (il che, volendo, può fare riflettere sulla rigidità delle classi sociali in Corea). In questo caso, ha giocato a suo sfavore il mio paragone con la già citata Jan Di (lo so che non si dovrebbe, ma spesso durante la visione mi è capitato di paragonare i due drama e i relativi personaggi). Una delle cose che ho amato di Jan Di è stato il coraggio con cui accetta e affronta i suoi sentimenti per Joon Pyo. Nel caso di Heirs, invece, la protagonista reagisce o con la passività o con la fuga. Non decide mai di fidarsi totalmente di Tan e di chiedere il suo aiuto. E questo lo ferisce moltissimo, perchè Tan mette in crisi tutto il suo mondo per stare con lei ed Eun Sang sembra sempre diffidente, pronta a mollare tutto alla prima difficoltà. Tutte queste considerazioni non mi hanno certo aiutata ad apprezzare il suo personaggio.
 

Un altro personaggio che mi ha colpita molto è quello della madre di Tan.
Agli inizi non ci viene presentata in una luce particolarmente favorevole: è l'amante del Presidente Kim, che vive nel lusso più ostentato e tratta male il personale. Piano piano, però, iniziamo a conoscere meglio questa donna che sembra sempre attaccata al bicchiere di vino e che si rivela essere solo una donna infelice e depressa. Molto più giovane dell'uomo con cui vive come una moglie, è trattata come un segreto vergognoso e non ha nessun potere, nessuna autorità. La sua posizione è assolutamente instabile, pur dopo molti anni: è soggetta alle prepotenze di tutti e l'unica speranza in una vita nera è il figlio, che ama moltissimo ma che è relegato in America da tre anni. Per lui farebbe tutto, compreso fingere di non essere sua madre agli occhi del mondo e rimanere relegata in casa, per paura che la sua sola esistenza possa rovinarlo.
Anche il suo personaggio attraversa una fase di cambiamento, data anche dal suo rapporto con la governante della casa, che è la madre di Eun Sang. Le due iniziano a conoscersi, si accapigliano, si ricattano, si difendono; infine diventano amiche, di quel genere che bisticciano ma si vogliono bene.


Infine, le ultime considerazioni (già vi ho ammorbati a sufficienzaxD). Heirs è un drama che pullula di personaggi, tanto che agli inizi mi è risultato difficile seguire i vari legami. Dopo i primi episodi, però, mi sono abituata ai nomi, ai volti e alle loro complicate relazioni e sono entrata nella storia.
I personaggi di questo drama sono tutti infelici, chi per un motivo e chi per un altro. In particolare i più giovani, che devono sottostare alle imposizioni dei genitori e sopravvivere alla ferocia di una scuola composta da elite, nonostante abbiano apparentemente tutto sono sempre in lotta con loro stessi e con le loro vite. Ognuno reagisce a suo modo: chi è cattivo, chi è freddo, chi ha tentato il suicidio. Le famiglie coreane non saranno magari proprio così, ma da varie cose che ho letto in giro credo che ci si vada comunque vicino, specialmente per i chaebol (termine coreano che indica gli eredi di grandi imperi familiari). I genitori non si fanno scrupoli nell'imporre la propria volontà e non disdegnano neanche di fare pressione sui loro punti deboli per costringerli a obbedire. E in una società così fortemente gerarchizzata come quella coreana, dove più che l'effettivo rispetto contano la posizione sociale e l'anzianità, i figli molto difficilmente riescono a opporsi davvero a queste famiglie ingombranti. Certo, ribadisco, in questi drama sicuramente è una situazione esagerata.


In conclusione, come si sarà capito, questo drama mi è piaciuto parecchio. Dopo i primi episodi, mi ha tenuta letteralmente incollata. L'ho trovato molto equilibrato (il già citato Boys over flowers, ad esempio, ha un ritmo diseguale per tutta la sua durata): la vicenda si dipana nei 20 episodi senza subire stalli (almeno, io non li ho percepiti) e lo scioglimento è anche il momento della conclusione e della chiusura. Si, ci sono un paio di story line secondarie che avrebbero potuto essere un po' più approfondite, o che non si chiudono effettivamente (sebbene lo spettatore possa tranquillamente intuire cosa avverrà), ma sono piuttosto soddisfatta del finale - che, si sa, è uno dei punti deboli dei KDrama.
Infine, per rispetto alla tradizione (:P), eccovi un paio di ost che ho apprezzato particolarmente*-*


E infine la mia preferita!




E anche questo post è finito! Grazie a chi lo ha letto tuttoxD

Virginia


7 commenti:

  1. Ciao Virginia! A dimostrazione che non è vero che dei tuoi post sui drama non frega niente a nessuno e per ricambiare il tuo sostegno alle mie recensioni su anime e manga, eccomi prontamente a commentare dopo aver letto tutto, per di più con sempre interesse crescente verso questo mondo a me ancora sconosciuto o quasi.
    La società coreana è davvero molto aggressiva, non saprei (purtroppo) quanto la rappresentazione è esagerata. Ho visto molti documentari, in particolar modo sulla vita dei giovani, che sembrano essere quelli che se la passano peggio. A quanto pare la Corea registra il maggior numero di suicidi tra gli studenti, che non reggono la pressione di famiglia, insegnanti eccetera. Se non entri in una buona università o se ci entri ma non sei all'altezza, per come la vedono loro la tua vita è finita. Già da bambini è tutto orientato verso quello scopo, fin dalle elementari molti non fanno altro che studiare, con pochissimo spazio lasciato al gioco. Nell'ultimo documentario che ho visto, le telecamere seguivano alcuni studenti che dovevano prepararsi all'ammissione universitaria nelle loro giornate tipo. Era un INCUBO. Ti dico solo che al termine di una lezione, un insegnante diceva: "se al ritorno vi fermate a chiacchierare con un amico, potete dire addio a tutti i vostri sogni" O_O che atmosfera...

    Cambiando argomento, potremmo chiacchierare anche riguardo le trame, come dire, canoniche di questo tipo di narrazioni. Anche gli anime ed i manga sono divisi per generi ed ogni genere ha una serie di impostazioni da seguire, così come cliché che si ripetono. Ad esempio lo shoujo, genere indirizzato per lo più a ragazze, che di solito ha ambientazione scolastica, tratta di primi amori, amicizie eccetera ed anche nel disegno ha degli stereotipi da seguire.
    Mi sembra di capire che anche i KDrama abbiano un po' di elementi fissi che si ritrovano spesso. Secondo me però questo non è un difetto, tutto dipende dalla bravura dei creatori, che possono riprendere argomenti o tratti utilizzati già mille volte ma rielaborarli in maniera originale. Tu che ne pensi?

    Detto ciò, questa serie mi ispira molto, quindi boh, ormai prendo appunti dalle tue recensioni perché tanto lo so che ormai il momento di cadere anche nel tunnel dei drama è sempre più vicino XD

    Scusa il papiro!

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    1. Ciao, figurati, mi fa sempre piacere leggere questi bei commenti lunghi!
      Io non sono un'esperta, però in questo periodo non ho visto solo Kdrama ma ho anche seguito alcuni blog e canali youtube che parlano della Corea del Sud e la mia idea è che non mi ci troverei troppo bene a lungo andare. Quelle orientali sono culture molto lontane dalle nostre e il carico di aspettative e la forte gerarchizzazione (nonchè il lavoro, quasi no stop a giudicare da alcune cose che ho letto o.O) non le rendono troppo semplici per noi occidentali. I drama sono un po' una fiaba che mostra solo un aspetto della realtà
      Per quanto riguarda gli stereotipi, concordo su tutta la linea con te ma con una differenza: io sto AMANDO i drama (#noshame) ma sono principalmente trash, a mio parere, e così vanno presi. Nel senso, sono appassionanti e coinvolgenti e fatti pure bene magari, però hanno un livello culturale non altissimo. Per dire, associo idealmente molto più valore artistico a un manga che non a un drama, senza sminuire o svilire nulla. Quindi te li consiglio assolutamente, però in quest'ottica;)
      Detto questo, ti ringrazio per il tuo sostegno, sono contenta che a qualcuno le mie recensioni sui drama non dispiaccianoxD

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  2. Ciao Virginia. Ti dico subito che le recensioni dei drama sono sempre più lunghe di quelle dei libri e in modo particolare questa, perchè immagino ti sia piaciuto molto e si sente tantissimo.
    Sai cosa ho pensato mentre leggevo? Apprezzavo molto la tua capacità di analisi, che in questo preciso drama, è superiore a quella dei libri. Nel senso che sei riuscita davvero a fornire un quadro completo ma anche ad andare a fondo di ogni personaggio, parlando con eguale cura e dettaglio anche dei personaggi evidentemente meno centrali. È una predisposizione, questa, che ammiro molto, perchè significa sviscerare veramente tutto il soggetto in questione, fin dentro gli aspetti che apparentemente sono marginali ma che invece creano il "tutto".
    La trama non mi dispiace per niente e come ti ho detto anche altre volte, sicuramente le tue parole fanno venire voglia di vederlo! *___*
    Un abbraccio! :***

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    1. Ciao Antonietta, grazie mille*-*
      Si, in effetti coi drama scrivo di più, per due ragioni: fangirlo senza vergogna e, in secondo luogo, se di libri ho qualche persona anche nel real con cui parlarne, di drama ne posso parlare praticamente solo su internet, quindi la mia parlantina ci dà dentroxD E poi, conta che è una passione relativamente recente, un mese fa avrei parlato solo di drama, ahahah.
      Sono contenta che la mia recensione ti abbia interessato! Come drama credo che potrebbe piacerti e te lo consiglio moltissimo*-*
      Un abbraccio:-*

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  3. Devo riuscire a trovare il tempo per tornare a guardare i drama, perché tu mi stai facendo impazzire!!!! E poi pure questo ce l'ho in lista e sono curiosissima!!!! *__*

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    1. E ho inviato il commento prima di averlo finito, argh! Comunque mi spiace che la protagonista femminile non ti abbia soddisfatto del tutto, l'attrice è una delle mie preferite (anche se ammetto di aver più preferiti che non preferite, e sì... sono superficiale, ma ci sono un paio di attori che mi fanno venire gli occhi a cuoricino a prescindere, mi vanno bene anche le pubblicità quando ci sono loro!!!), e le OST sono splendide! *__*

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    2. AHAHAH ma io lo faccio apposta, che ti credi???:P
      In realtà come attrice mi è piaciuta, è solo il personaggio che non ho amato troppo. Non vedo comunque l'ora di rivederla in azione:)
      Anch'io ho più preferiti che preferite... Che vuoi farci, mica potranno essere superficiali solo gli uomini, o no?? Io comunque noto che tendo ad affezionarmi più ai personaggi che agli attori, il che mi rende difficile vedere struggenti storie d'amore fra attori che il mio cervellino già associa a qualcun'altroxD

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